Ciao a tutti. Come mio primo articolo per questo blog, ho pensato di uscire dagli schemi e non parlare direttamente di ukulele ma di una figura che nell’ukulele (e in qualunque altro settore umano) è fondamentale, ovvero l’insegnate.

Quando si parla di ukulele, troppo spesso, non si dà il giusto peso alla figura del maestro. Di norma si studia da autodidatta senza tenere conto di quanto l’esperienza e il valore di un insegnante possano aggiungere al percorso musicale intrapreso.

 Roy e Kathy Sakuma
Roy e Kathy Sakuma https://roysakuma.net/

D’altronde ogni musicista ha avuto un maestro. Forse non tutti lo hanno avuto fisicamente presente ma qualcuno c’è sempre. L’orecchio può essere un ottimo modo per imparare (Mozart pare ne avesse uno particolarmente sviluppato) e la tecnologia ha poi fatto il resto, con l’avvento della registrazione su supporto mobile. Oppure il maestro è in casa. Si narra, per esempio, che il grande Django Reinhardt fosse autodidatta ma forse non tutti sanno che non è vero: i suoi genitori erano artisti e il padre, in particolare, pianista presso una band formata da lui e da sette fratelli (https://en.wikipedia.org/wiki/Django_Reinhardt)

Un maestro non è solamente una persona che passa il proprio tempo a dare nozioni su un determinato argomento, prendendo per questo una quantità più o meno corretta di denaro; un maestro dona la propria esperienza all’allievo, imparando con lui a crescere musicalmente e ponendosi l’obiettivo di renderlo migliore, così che possa prendere la propria strada autonomamente. Io non credo a quegli insegnanti che tengono i propri allievi anni e anni, perché se così è, forse non sono stati in grado di insegnare qualcosa, altrimenti i loro allievi avrebbero sentito l’esigenza di cambiare.

Chalmers Doane
Chalmers Doane www.chalmersdoane.com

Ecco, questo è un altro aspetto importante del maestro. I maestri si cambiano. Ognuno di noi sa che non è perfetto in nulla e che ci sarà sempre qualcuno migliore di lui. Allora un buon insegnante deve sapere qual è il momento giusto per lasciar andare il proprio allievo, ovvero quando sa che è diventato di pari livello o superiore. Trattenerlo sarebbe un danno per lui e per se stesso.

Ma come scegliere il giusto insegnante? Credo ci siano un paio di caratteristiche importanti che posso provare ad elencarvi.

  • Innanzitutto l’esperienza. Un insegnante che non sa quel che dice, o che ha pochi argomenti pronti e sicuri dalla sua parte, è un pessimo maestro e forse vi sta fregando. Non lasciate che i dubbi vi attanaglino: un insegnante dovrebbe saperli risolvere o riuscire ad indicarvi una persona che possa riuscirci se per lui sono troppo complicati.
  • La sincerità. Un insegnante poco sincero nei vostri confronti è un parassita, non un insegnante. Lasciatelo perdere.
  • La capacità di trasmettervi la passione. Non basta fare esercizi (che vanno fatti…) ma serve anche la voglia di suonare. Se il vostro insegnante non riesce a farvela avere, forse c’è qualcosa che non va.
  • Un bravo musicista non è per forza un bravo insegnante. Badate però che è vero anche il contrario: un bravo insegnante non dev’essere per forza un bravo musicista. Deve essere un musicista preparato, questo sì…

Immagino ci siano altri migliaia di punti ma credo che il più importante sia il fatto che non tutti gli insegnanti sono uguali. Prendetevi il diritto sacrosanto di non sopportare qualcuno perché è peggio portare avanti un percorso con una persona che reputiamo (per motivi vari) antipatica o fastidiosa (per quanto brava e preparata) piuttosto che farlo con una persona con la quale ci troviamo bene. Se la preparazione è minore, sarà poi la sua sincerità a farvelo presente e ad indirizzarvi presso qualcun altro.

Detto questo, non pensate di poter arrivare da soli fino alla fine: ci sarà sempre un muro insormontabile da superare e chiedere aiuto non è da vigliacchi bensì da persone intelligenti. Si possono scoprire molte cose nascoste di se stessi con qualcuno accanto e spesso queste rendono il nostro modo di suonare migliore e più piacevole, per noi e per gli altri.

Sperando di fare cosa gradita, volentieri rispondo ai vostri commenti sull’articolo (perché magari ho scritto un mare di idiozie) o sulle vostre esperienze come allievi o come insegnanti.

A presto, Fabio S.

Aloha!

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