Davvero l’accordatura GCEA rimane la stessa in tutte le taglie di ukulele? Cosa cambia?

Ukulele soprano, concerto e tenore
Ukulele soprano, concerto e tenore

Mantenendo la stessa accordatura (GCEA) per taglie differenti e quindi lunghezze vibranti differenti, le corde avranno efficienze differenti. Per farvi capire questo concetto molto importante per i cordai pensate di raggiungere il punto di rottura di una corda cercando di salire sempre più di tonalità. Bene, registrando la frequenza (la nota) emessa prima della rottura della corda avremo il riferimento del punto di rottura di quello specifico materiale che compone la corda (Nylon, Nylgut, ecc.). Potrò aumentare quanto voglio il diametro della corda ma si romperebbe sempre nello stesso range di frequenze; con l’aumento di diametro aumenterò la tensione della corda ma non il suo punto di rottura.

Che cos’è l’efficienza della corda?

Per capire cosa significa “efficienza” di una corda pensiamo ad un’orchestra classica: il violino è uno strumento con un’accordatura molto vicina al punto di rottura, il suono entra “nella testa”, è brillante e incisivo, la cassa armonica è minuta ma il suono è straordinariamente forte a poca distanza; è il tipo di accordatura più diffusa tra i solisti che prediligono un suono con un ottimo attacco e poco sostegno. Il contrabbasso invece ha un’accordatura molto lontana dal punto di rottura, il suono entra nella pancia, è caldo e percussivo, la cassa armonica è imponente e il suono risulta comunque limitato a poca distanza ma persistente anche a lunga distanza; il contrabbasso è il classico esempio di strumento d’accompagnamento che sostiene i solisti: per questa ragione il suono risulta essere con un peggiore attacco ma con un ottimo sostegno.

L’efficienza della corda nella liuteria

Pare evidente quindi che i liutai nel corso della storia avessero ben in mente questo concetto e hanno cercato da sempre di valorizzare le forme dello strumento per meglio valorizzare la corda montata.Per l’ukulele invece l’accordatura GCEA si è diffusa in circostanze diverse (lo spiegheremo più specificamente più in basso) e contrariamente a quanto accade nei strumenti classici l’ukulele più piccolo , il soprano presenta un’accordatura molto lontana dal punto di rottura e quindi poco efficiente. E’ aumentando le dimensioni della tastiera e della cassa armonica mantenendo la stessa accordatura che ci avviciniamo più al punto di rottura e quindi ad una maggiore efficienza della corda. Il risultato è che il soprano risulta perfetto come strumento di accompagnamento mentre il concerto e ancor più il tenore tendono ad avere caratteristiche più vicine al suono dei solisti.

Ma da dove nasce l’accordatura GCEA?

I precursori dell’ukulele sono senza alcun dubbio il Rajão, grande come un ukulele tenore, strumento a 5 corde accordate D-G-C-E-A e la Braguinha, grande come un soprano, accordato D–G–B–D.
Se il Rajão si diffuse tra le popolazioni rurali assumento il nome di Taro Patch dal nome delle piante coltivate dai contadini, l’ukulele rimase fino alla fine del secolo legato alla Braguinha mantenendo l’accordatura originale come spiegato nel libro “Original Method and Self-Instructor on the Ukulele” del 1915 scritto da A.A. Santos e Angeline Nunes (nipoti dei primi liutai e inventori dello strumento).
Alla fine del 1800 si diffuse l’utilizzo dell’accordatura del Rajão nell’ukulele sfruttando le prime quattro corde di quest’ultimo. Il primo documento che fa esplicito riferimento alla attuale accordatura GCEA è contenuto nel manuale “The Ukulele: A Hawaiian Guitar and How to Play It” del 1910.

Original Method and Self-Instructor on the Ukulele” del 1915 scritto da A.A. Santos e Angeline Nunes
Original Method and Self-Instructor on the Ukulele” del 1915 scritto da A.A. Santos e Angeline Nunes
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